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IL GRANO

In natura esistono diversi tipi di grano; quelli maggiormente utilizzati sono due: il grano duro ed il grano tenero. Anche se le due piante sono molto simili a livello strutturale, non si tratta semplicemente di due diverse varietà, bensì di due specie distinte. Il grano duro viene utilizzato per ottenere la semola, con cui si preparano la pasta secca industriale (non a caso sulla confezione è riportata la dicitura "pasta di semola") ed alcuni tipi di pane. Per legge, il termine farina dev'essere applicato esclusivamente al prodotto ottenuto dalla macinazione del grano tenero; con semola, invece, si intende il prodotto di macinazione del grano duro.

IL MAIS

Il mais è una pianta che appartiene alla famiglia delle Graminacee, privo di glutine e ricco di ferro e minerali. È una fonte di acido folico e vitamina B1; è dunque indicato per l’alimentazione in gravidanza e per i bambini. Il mais, inoltre, presenta una buona quota di ferro e di altri minerali; è dunque utile in caso di anemia. Le fibre contenute nel mais, infine, rallentano l’assorbimento degli zuccheri, contribuendo, così, a mantenere bassi i livelli di glicemia nel sangue. Grazie alle sue proprietà contribuisce, inoltre, a tenere bassi i valori di colesterolo LDL; quello cosiddetto “cattivo”.

L'AVENA

L’avena, anche se lavorata, mantiene la crusca e il germe, che sono le parti del chicco in cui si trovano la maggior parte dei nutrienti e molte sostanze cardioprotettive. L’avena contiene un tipo di fibra solubile, il betaglucano, che funziona come una spugna. Quando si deposita nell’intestino, il betaglucano intrappola il colesterolo di provenienza alimentare in un gel appiccicoso non assorbibile che attraversa l’intestino portando con sé il colesterolo. I chicchi contengono amido e altri glucidi; proteine e lipidi (grassi), vitamine del gruppo B, acido pantotenico, enzimi, minerali (calcio e fosforo), vari oligoelementi e un alcaloide, l'avenina, con effetto tonificante, energetico e riequilibrante del sistema nervoso.

IL FORAGGIO

Per foraggi si intendono tutte quelle piante il cui prodotto principale è idoneo e viene utilizzato nell'alimentazione del bestiame. Spesso si utilizza come foraggio l'intera parte vegetativa di una pianta destinata, anche dopo alcune trasformazioni, ad alimentare il bestiame. Frutti e semi rientrano nel foraggio se sono raccolti insieme alla parte vegetativa, altrimenti se raccolti a parte, questi ultimi, sono considerati concentrati. Le specie vegetali che vengono utilizzate per la produzione di foraggio sono definite piante foraggere o colture foraggere. Vengono spesso definiti mangimi gli alimenti per animali che in poco volume racchiude grande quantità di principi nutritivi.